This is the joint website of  Women Against Rape and Black Women's Rape Action Project. Both organisations are based on self-help and provide support, legal information and advocacy. We campaign for justice and protection for all women and girls, including asylum seekers, who have suffered sexual, domestic and/or racist violence.

WAR was founded in 1976. It has won changes in the law, such as making rape in marriage a crime, set legal precedents and achieved compensation for many women. BWRAP was founded in 1991. It focuses on getting justice for women of colour, bringing out the particular discrimination they face. It has prevented the deportation of many rape survivors. Both organisations are multiracial.

 

 

 

Julian Assange deve essere estradato?

L'autrice, critica e commediografa Bonnie Greer e Lisa Longstaff, del gruppo di sostegno Women Against Rape, parlano del destino del capo di WikiLeaks

Oliver Laughland guardian.co.uk, Venerdì 24 Agosto 2012 20.59 BST

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Bonnie Greer e Lisa Longstaff. Foto: Linda Nylind per il Guardian

Mentre la crisi diplomatica su Julian Assange si intensifica con la guerra del fango da entrambe le parti in causa, Lisa Longstaff di Women Against Rape (Donne Contro lo Stupro), che ha sorpreso molti quando si è opposta alla estradizione di Assange questa settimana, parla con la commediografa e autrice Bonnie Greer, che ammette la sua esasperazione verso il capo di WikiLeaks. Modera Oliver Laughland.

Lisa Longstaff: Passiamo la nostra vita cercando di far processare gli uomini per stupro. Siamo spinte da donne che si rivolgono a noi perché non hanno ottenuto giustizia. La risposta che abbiamo avuto da persone della nostra rete è che Assange è stato trattato in maniera completamente diversa da ogni altro presunto stupratore che abbiamo mai incontrato. Salta agli occhi come sia stato trattato Pinochet in confronto ad Assange. C'è stata un'analoga richiesta di estradizione con accuse [molto più gravi] di tortura di massa, omicidio e stupro, ma la Thatcher gli ha garantito la sicurezza. Siamo consapevoli del contesto in cui queste particolari accuse di reati sessuali sono state trattate e pensiamo ci siano motivi politici dietro la quantità di risorse investite per perseguire Assange. Per noi [opporci a che venga estradato] non è una contraddizione.

Bonnie Greer: La vostra organizzazione lotta per portare alla sbarra persone che commettono violenza sessuale e io vi sostengo al 1000% perché siamo ancora in un'epoca – e questo è disgustoso soprattutto tra i nostri fratelli di sinistra – in cui gli uomini mettono in discussione il fatto che le donne siano mai state stuprate. Tralasciando il caso di Assange, il fatto è che queste donne sono state messe in discussione. Sono cresciuta in un quartiere dove lo stupro era frequente, l'ho avuto nella mia famiglia, conosco uomini e donne che sono stati stuprati. Sono andata con le vittime alle stazioni di polizia dove i poliziotti le hanno guardate pensando: "Beh, quindi sei andata a casa con lui, allora non è stupro, giusto?". Sono sorpresa che uomini di cui ho stima abbiano insinuato che queste donne abbiano intrappolato Assange. In quanto donna ho sentito aprirsi nuovamente quest’abisso secolare tra noi e loro.

LL: Le affermazioni assurde sullo stupro non vengono solo da sinistra. Incontriamo gente che mette in discussione lo stupro tutto il tempo. Le persone che davvero ci sconvolgono sono quelle che lavorano in ambito legale o governativo – come Todd Akin [il candidato repubblicano al senato per lo Stato del Missouri che ha parlato di "stupro legittimo" all'inizio della settimana]. Sentiamo spesso commenti come quello di George Galloway e non ho intenzione di difendere le persone che dicono stronzate sullo stupro, sono fuori di testa. Dinosauri. Ma questo non cambia il fatto che stiano succedendo cose terribili in questo caso. Non sono in condizione di sapere [se le dichiarazioni siano vere]. Non ho incontrato [le dichiaranti] – ma so per certo che le persone vengono accusate di stupri-montatura. E' storicamente dimostrato. Ho visto usare lo stupro per minare i movimenti in molte circostanze sospette, è un problema che viene periodicamente a galla. E' un problema caro al cuore della gente e viene spesso gestito pessimamente dalle autorità. Assange dovrebbe essere interrogato qui. Non è neanche stato formalmente accusato ancora.

BG: Per me la legge è la cosa più importante. Assange ha usato ogni strumento legale disponibile in questo paese, da cima a fondo. La gente dice che c'è qualcosa di sospetto ma ne devo ancora avere la prova.

LL: Le prove ci sono. [Basta guardare] la consegna di questi due uomini, Ahmed Agisa e Mohamed Alziri [egiziani richiedenti asilo che sono stati riconsegnati dalla Svezia all'Egitto sotto la presunta influenza degli Stati Uniti per accuse di terrorismo] nel 2001.

BG: Io penso che debba andare. La Svezia è uno stato governato secondo la legge, perché dovremmo dare per scontato che gli verrà fatto del male lì?

LL: Perché è il nemico dello stato del governo più potente del mondo, ecco perché.

BG: Con tutto il rispetto, ho letto tutte le dichiarazioni di chi vuole che Assange resti qui, e ogni motivazione si basa sul "sedicente" o "apparente". Sono la prima persona ad alzarsi in piedi e dire che gli Stati Uniti sono capaci di qualsiasi cosa e l'hanno anche fatto. Ma confrontare il suo caso con quello di questi due uomini sfortunati [è sbagliato]. Più Assange resta in quella ambasciata e porta avanti la cosa più diventa lo show di Julian Assange. Quello su cui ci dobbiamo concentrare è WikiLeaks come organizzazione, e quel giovane [Bradley Manning] negli USA che sta passando l'inferno. Voglio che Assange ritorni per chiarire la situazione e quindi continuare il suo lavoro. Questa cosa è diventata un circo; è disgustosa ed esageratamente gonfiata.

LL: Non vedo come si possa strappare Assange da quella pressione politica.

Oliver Laughland: Da cosa pensate che dipenda questo presunto calo del sostegno popolare per Assange?
LL: Penso che molto del circo e della caccia alle streghe dei media contro Assange sia stato orchestrato da giornalisti asserviti agli USA e al governo britannico. Penso che i media debbano fare un passo indietro. Non dovrebbero affrontare la questione senza rifletterci sopra. La nostra organizzazione cerca continuamente di far sì che i media appoggino i tentativi delle donne di ottenere giustizia, di rintracciare gli stupratori, di far loro scontare la pena. Ma non sono interessati. Ciò che a loro interessa sono queste dispute salaci e sensazionaliste. Hanno tirato fuori i peggiori istinti delle persone.

BG: WikiLeaks è ormai diventata secondaria rispetto alla saga che ne è scaturita. Se fosse la mia organizzazione, per il bene di [Manning] e di tutte le altre persone influenzate dal suo lavoro, andrei [in Svezia] per togliermi i riflettori di dosso e far vivere la mia organizzazione. Continuo ad essere una sostenitrice di WikiLeaks, ma una delle cose che mi ha entusiasmato tanto all'inizio è stata questo bucaniere, quest'uomo incredibilmente intelligente, che ha fronteggiato il più grande potere sulla terra e ha scaricato tutti i documenti relativi a fatti che non conoscevamo. Come figlia degli anni sessanta e della guerra in Vietnam, sono la prima persona ad alzarsi e dire: "Ne abbiamo bisogno". WikiLeaks e il suo lavoro è più importante della persona.

LL: Ma la persona non è dispensabile. Assange ha reso un grande servizio a tutti noi rendendo pubbliche quelle informazioni, rivelando alcuni degli sporchi segreti che gli Stati Uniti stavano tenendo nascosti. Ormai ci sono due pesi e due misure. Il dibattito si è polarizzato. Tu pensi che io stia dando solo delle risposte standardizzate, ma io penso che tu non stia prendendo posizione.

BG: Non penso che le persone che sostengono Assange siano in errore. Non penso che si tratti di giusto o sbagliato. La gente è molto attenta alla situazione adesso. Devo ancora vedere persone come Tariq Ali, per il quale ho enorme rispetto, darmi una risposta che non sia quella standardizzata. Ho bisogno d'altro. Siamo ad un punto di svolta nella storia e se non otteniamo un'altra risposta – questo non basta più.

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/aug/24/conversation-julian-...

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